Porto di Palermo: “Concorso internazionale per il terminal Cruise, il terminal Ro-ro e l’interfaccia con la città” – I° classificato

Committente

Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale

Importo lavori

78

mln/€

Edificio Interfaccia

5.520

mq

Edificio Molo Piave Ro-Ro

25.518

mq

Terminal cruise

12.910

mq

Gruppo di progetto:

VALLE 3.0 (mandataria) – E.T.S. – De Biasio Progetti – Hipro (Mandanti)  
Emanuela Valle, Maria Camilla Valle, Silvano Valle con Carlo Prati

Concept

Il progetto del porto e dei terminal attorno a cui esso si anima rappresenta un tema complesso e stimolante già a partire dall’analisi del contesto evolutivo della città di Palermo, la cui natura fondativa, tipica degli insediamenti sul mare, è stata cancellata nel corso dei secoli con l’allontanamento della vita urbana dalle banchine del porto, svuotandole della vita e del dialogo quotidiano con la città e i suoi abitanti.

Oggi dunque, l’urgenza di ricucire, o tentare di ricucire, il rapporto tra la città e il porto, di riappropriare alle funzioni urbane affacci a mare, di cancellare o mitigare il ruolo del porto come infrastruttura diventa l’obiettivo di un concorso di progettazione il cui intento dovrà essere quello di non proporre solo accattivanti edificazioni sul fronte mare ma dovrà agire su più fronti con l’obiettivo di trasformare quelle infrastrutture rigide e impermeabili divenute avulse dai contesti urbani, in strutture urbane permeabili e fruibili.

La proposta offre dunque una modalità di approccio innovativa che interpreta il progetto come collettore e propulsore di un nuovo ed innovativo sistema di relazione tra città e porto. Non due edifici isolati e indipendenti ma una “struttura” che si costruisce a partire dai percorsi, dai flussi e dalle trame, chiamata ad ordinare e a riconnettere la città con il suo fronte mare.

Dispositivo interfaccia

La progettazione del nuovo waterfront di Palermo posto a coronamento dell’area di maggiore permeabilità del complesso sistema del porto, si struttura in modo consequenziale attraverso il processo precedentemente delineato (analisi-obbiettivi-azioni) e si conclude con la configurazione formale di tre momenti progettuali differenti ed interconnessi:

Il dispositivo interfaccia traduce in termini formali e dinamici il concetto di organismo “bifronte” posto cioè sulla soglia della città, porta di accesso e luogo di mediazione tra il sistema del porto e la trama urbana. L’interazione tra città e porto è rappresentata da un sistema di spazi pubblici e giardini che disegnano la soglia a livello stradale rendendolo permeabile e fruibile, generando delle visuali attraverso gli assi di intersezione del tessuto urbano e dando vita a un nuovo paesaggio urbano. I servizi previsti in tale ambito sono infatti stati traslati a una quota superiore, accessibili da passerelle e collegamenti verticali. 

Il livello sopraelevato è caratterizzato inoltre da terrazze che traguardano unendoli in un unico colpo d’occhio la città e il mare. Il livello di progetto a quota + 6.00, nuovo pezzo di città e inoltre spazio pubblico ombreggiato da un sistema di coperture a brise-soleil che si estendono anch’esse sui due fronti dell’interfaccia, definendo ambiti fruibili e aperti ai cittadini grazie anche alla presenza di funzioni miste.

I percorsi in quota dell’interfaccia in piena continuità con il livello urbano piegano poi verso gli edifici della Stazione Marittima e dei due nuovi terminal attraverso tre passerelle che connettono il dispositivo interfaccia con le strutture portuali viste come nuove “permanenze” della città di Palermo

Terminal ro-ro

Il terminal ro-ro riflette alla scala dell’edificio la qualità del dispositivo interfaccia. Nello schema distributivo-funzionale esso è diviso idealmente in due parti rispettivamente pubblica e privata ovvero: da un lato, come conseguenza del complesso programma funzionale, una nuova città sull’acqua fatta di servizi, percorrenze e funzioni produttive; dall’altro le funzioni che garantiscono il regolare funzionamento del traffico passeggeri del ro-ro.

Entrambe queste “facce” si attestano e fronteggiano intorno ad una piazza a quota + 6.00 (il nuovo piano urbano sul quale sono dirottati tutti i flussi pedonali) sopra cui si attesta una grande copertura a sbalzo in grado di proteggere dall’irraggiamento e dalle intemperie. La piazza è in continuità con tutto il sistema dei percorsi che dalla città si proiettano senza soluzione di continuità fino al culmine del molo S. Lucia dove un ampio giardino costituisce il termine di questo viaggio non più ideale tra città e mare

Terminal Cruise

La logica progettuale appena descritta influenza in parte anche lo schema distributivo dell’edificio terminal cruise, che si configura come dispositivo in grado di riqualificare l’intero sistema complesso del molo trapezoidale visto quale aggregatore di preesistenze storiche ed archeologiche sia antiche (il castello a mare) che moderne (i vecchi carri ponte) e interpretandolo come transetto tra il nucleo più antico della città storica ed il nuovo hub croceristico di Palermo.

L’edificio si configura come porta alla città, primo accesso in grado di agganciare al sistema dei percorsi che verso la stessa si dirigono, una successione di prospettive di assoluta bellezza sia naturale che urbana (il monte Grifone, Monerale, il borgo marinaro con la vecchia darsena, etc). [vedi Tavole 07, 08, 09, 10, 13 e 14]